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17 Febbraio 2019

Notav – NoGronda – M5S : il pericoloso gioco dell’oca


Il pericoloso gioco dell’oca che porta al collasso il Paese. la storia troppo “simile” del Ponte Morandi a Genova e del Traforo del Frejus in Valsusa.

In questi giorni di smarrimento, di rabbia e di dolore per la tragedia di Genova, una sciagura incomprensibile ed inaccettabile che poteva toccare a ciascuno di noi,  è necessario ed utile non unirci alla pratica impropria della ricerca del colpevole,  pronunciando sentenze e condanne che toccheranno solo alla magistratura, ma iniziare a ragionare sui mali e sui rimedi.

Quindi su come evitare la prossima sciagura (stradale o ferroviaria) dotando il paese di una rete di infrastrutture rinnovate e sicure.

Qualche prima considerazione è possibile già farla oggi.

Il crollo del viadotto Morandi è  semplicemente la somma di numerose concause e sottovalutazioni che hanno portato al tragico epilogo finale:

  1. il Ponte Morandi concepito negli anni ’60, progettato per una “vita utile” di 50 anni, è stato uno dei primi grandi ponti costruiti al mondo con strutture precompresse in cemento armato; come tutti i “prototipi” ha contribuito a rivoluzionare il mondo dell’ingegneria. Ma i decenni successivi hanno rilevato notevoli  problemi, non previsti in fase progettuale,  dovuti anche alle caratteristiche dei  materiali utilizzati e che hanno riguardato non solo l’impalcato ma l’intera struttura.  Tali problemi  noti da tempo, comuni a tutte le strutture analoghe della stessa epoca, hanno reso necessario in passato importanti lavori di manutenzione straordinaria, lavori di rinforzo e la realizzazione di un sistema di monitoraggio (che ha dimostrato drammaticamente di non essere adeguato).
  2. Per tutte queste ragioni il ponte, ormai alla fine della sua vita utile, ha avuto elevati costi di manutenzione, che avevano ormai praticamente superato il costo di realizzazione parametrato a oggi
  3. il ponte, come praticamente tutte le strutture dell’epoca, era dimensionato per un traffico e di molto inferiore a quello registrato oggi (si dice 1/5 dell’attuale); nessuno poteva prevedere i carichi e i volumi di traffico cui sarebbe stato sottoposta la struttura e soprattutto quali sarebbero stati gli effetti usuranti sulla stessa.

Sulla stabilità del ponte, sulla sicurezza degli stralli, sulle misure di monitoraggio dovranno essere accertate le responsabilità e le inadempienze del concessionario autostradale.

(—> Leggete l’articolo)

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